Italia chiusa, e-commerce aperti (e che fanno numeri)

Questo periodo di isolamento forzato e di lockdown ci dà la sensazione di un paese chiuso, di città blindate dove tutto tace e tutto è spento. In queste settimane buie (letteralmente e non) c’è, invece, chi riesce a tenere accesa una luce dietro alle saracinesche abbassate. E ci riesce grazie all’e-commerce.

Nei negozi fisici in qualche caso non si può entrare, in altri non si fa per paura del contagio. Il trend delle vendite di prodotti di largo consumo online è notevolmente cresciuto, passando da un 81,0% (sono dati di Nielsen) registrato a fine febbraio e inizio marzo a un +162,1% della fine del mese scorso (sempre marzo.

Questi numeri sono il risultato delle mutate esigenze: non si vuole più fare la coda davanti ai supermercati o ai piccoli negozi, si vuole rimanere a casa e mantenere la distanza. Ma ottenere comunque ciò che si cerca e a cui non si vuole rinunciare. Il boom degli acquisti riguarda soprattutto i beni “da dispensa”: farina, uova, zucchero, latte, burro, caffè, pasta, sughi e biscotti. Poi ci sono quelli legati alla prevenzione della salute – come guanti, mascherine, disinfettanti, detersivi – e infine vino, gelato, pizza, prodotti per panificare.

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